Siti suscettibili di futura musealizzazione

Presso il Comune di Champdepraz è presente una miniera di pirite, precisamente ubicata presso la frazione Herin a circa 1600 m di quota. Sfruttata a lungo solo per rame, nel XX secolo divenne importante l’estrazione della pirite, utilizzata per produrre acido solforico. 

La miniera di calcopirite di D’Herin si trova a 1608 m di quota alla sinistra del torrente Godlet nella montagna detta Tête du Filon presso il villaggio di D’Herin. La data della scoperta è assai incerta, probabilmente riconducibile alla fine del XVII secolo e la sua coltivazione, a lungo condizionata da un contenzioso esistente riguardo la proprietà dei terreni tra i Conti Challant e Perrone, fu condotta fino alla prima metà del ‘900. 

Al contrario di quanto accadde presso altre miniere presenti in valle, le vicende belliche complicarono l’attività produttiva a causa della difficoltà nel reperire manodopera. Nel corso di una storia durata più di duecento anni, il giacimento di Herin ha rivestito un ruolo rilevante, contribuendo in gran parte alla produzione regionale di rame e di pirite, fino alla chiusura degli impianti. L’esercizio venne più volte interrotto e ripreso, sulla base delle fluttuazioni del mercato, delle variazioni di produttività della miniera stessa, di alterne fortune finanziarie dei concessionari e di lunghe contese legali. Nel 1948 le riserve considerate certe erano di 29.000t e furono stimate 50.000t di riserve “probabili”, al 2,5% di rame ma la coltivazione fu abbandonata definitivamente nel 1957. 

Sotto il profilo occupazionale la miniera occupava alla fine del 1700 circa cinquanta addetti che lavoravano su tre turni di otto ore; alla fine del 1800 gli operai erano circa 55 suddivisi in due turni di dieci ore. Gli addetti salirono a circa 100 unità nei primi anni del novecento, tale numero andò progressivamente a ridursi fino alla chiusura della miniera.

Gallery

 

Presso il Comune di Champdepraz è presente una miniera di pirite, precisamente ubicata presso la frazione Herin a circa 1600

La miniera di La Thuile è ubicata nelle vicinanze del paese omonimo e si trova ricompresa tra l’abitato, il Mont du Parc (1733 m), il Col de la Croix (2400 m), la Tete d’Arpy (2018 m) e il Monte Cormet (3024 m) e il Col Saint-Charles. L’attività estrattiva si svolse prevalentemente sul versante destro del vallone del Ruitor in una fascia che si sviluppa per circa due chilometri a partire dalla frazione di Villaret verso NNE (1485 m), nell’ambito della sezione denominata Terre Nere. Una seconda sezione della miniera, nota con il nome di Preylet, è posta tra La Thuile e il Mont Chaz-Duraz sul versante sinistro del vallone del Ruitor. Il materiale coltivato, già nella seconda metà del settecento, era antracite, un carbone fossile derivato dalla progressiva trasformazione di resti vegetali seppelliti da una coltre di sedimenti clastici. Il minerale estratto era utilizzato per fornire combustibile per la lavorazione dei metalli e per l’alimentazione dei forni da calce della Tarantasia.  

Dal 1926 al 1929 venne realizzato un vasto programma industriale per lo sfruttamento dell’antracite di La Thuile. Furono costruiti nuovi impianti di trasporto del minerale, un importante impianto di lavaggio e trattamento dell’antracite, nel Comune di Morgex, e realizzata la ferrovia da Aosta a Pré-St-Didier. La Thuile divenne così in breve tempo un importante polo minerario che arrivò ad impiegare circa 1500 tra operai e minatori. 

Durante gli anni della seconda guerra mondiale la produzione subì un considerevole aumento portando la produzione di carbone attorno alle 150.000 tonnellate l’anno con un picco di 200.000 tonnellate verso la fine del periodo bellico.

A partire dal 1951 l’attività cominciò a decrescere fino a ridursi a 20.000 tonnellate annue alla fine degli anni ’50. L’attività estrattiva fu arrestata nel 1965. 

L’interruzione dell’attività estrattiva è dovuta dai costi di estrazione di gran lunga superiori a quelli di altri giacimenti esteri, caratterizzati da grandi lenti carbonifere regolari, nonché della qualità inferiore dell’antracite rispetto a quella estera.

 

Gallery
La miniera di La Thuile è ubicata nelle vicinanze del paese omonimo e si trova ricompresa tra l’abitato, il Mont

Presso il Comune di Champdepraz è presente una miniera di pirite, precisamente ubicata presso la frazione Herin a circa 1600 m di quota. Sfruttata a lungo solo per rame, nel XX secolo divenne importante l’estrazione della pirite, utilizzata per produrre acido solforico. 

La miniera di calcopirite di D’Herin si trova a 1608 m di quota alla sinistra del torrente Godlet nella montagna detta Tête du Filon presso il villaggio di D’Herin. La data della scoperta è assai incerta, probabilmente riconducibile alla fine del XVII secolo e la sua coltivazione, a lungo condizionata da un contenzioso esistente riguardo la proprietà dei terreni tra i Conti Challant e Perrone, fu condotta fino alla prima metà del ‘900. 

Al contrario di quanto accadde presso altre miniere presenti in valle, le vicende belliche complicarono l’attività produttiva a causa della difficoltà nel reperire manodopera. Nel corso di una storia durata più di duecento anni, il giacimento di Herin ha rivestito un ruolo rilevante, contribuendo in gran parte alla produzione regionale di rame e di pirite, fino alla chiusura degli impianti. L’esercizio venne più volte interrotto e ripreso, sulla base delle fluttuazioni del mercato, delle variazioni di produttività della miniera stessa, di alterne fortune finanziarie dei concessionari e di lunghe contese legali. Nel 1948 le riserve considerate certe erano di 29.000t e furono stimate 50.000t di riserve “probabili”, al 2,5% di rame ma la coltivazione fu abbandonata definitivamente nel 1957. 

Sotto il profilo occupazionale la miniera occupava alla fine del 1700 circa cinquanta addetti che lavoravano su tre turni di otto ore; alla fine del 1800 gli operai erano circa 55 suddivisi in due turni di dieci ore. Gli addetti salirono a circa 100 unità nei primi anni del novecento, tale numero andò progressivamente a ridursi fino alla chiusura della miniera.

Gallery

 

Presso il Comune di Champdepraz è presente una miniera di pirite, precisamente ubicata presso la frazione Herin a circa 1600

La miniera di La Thuile è ubicata nelle vicinanze del paese omonimo e si trova ricompresa tra l’abitato, il Mont du Parc (1733 m), il Col de la Croix (2400 m), la Tete d’Arpy (2018 m) e il Monte Cormet (3024 m) e il Col Saint-Charles. L’attività estrattiva si svolse prevalentemente sul versante destro del vallone del Ruitor in una fascia che si sviluppa per circa due chilometri a partire dalla frazione di Villaret verso NNE (1485 m), nell’ambito della sezione denominata Terre Nere. Una seconda sezione della miniera, nota con il nome di Preylet, è posta tra La Thuile e il Mont Chaz-Duraz sul versante sinistro del vallone del Ruitor. Il materiale coltivato, già nella seconda metà del settecento, era antracite, un carbone fossile derivato dalla progressiva trasformazione di resti vegetali seppelliti da una coltre di sedimenti clastici. Il minerale estratto era utilizzato per fornire combustibile per la lavorazione dei metalli e per l’alimentazione dei forni da calce della Tarantasia.  

Dal 1926 al 1929 venne realizzato un vasto programma industriale per lo sfruttamento dell’antracite di La Thuile. Furono costruiti nuovi impianti di trasporto del minerale, un importante impianto di lavaggio e trattamento dell’antracite, nel Comune di Morgex, e realizzata la ferrovia da Aosta a Pré-St-Didier. La Thuile divenne così in breve tempo un importante polo minerario che arrivò ad impiegare circa 1500 tra operai e minatori. 

Durante gli anni della seconda guerra mondiale la produzione subì un considerevole aumento portando la produzione di carbone attorno alle 150.000 tonnellate l’anno con un picco di 200.000 tonnellate verso la fine del periodo bellico.

A partire dal 1951 l’attività cominciò a decrescere fino a ridursi a 20.000 tonnellate annue alla fine degli anni ’50. L’attività estrattiva fu arrestata nel 1965. 

L’interruzione dell’attività estrattiva è dovuta dai costi di estrazione di gran lunga superiori a quelli di altri giacimenti esteri, caratterizzati da grandi lenti carbonifere regolari, nonché della qualità inferiore dell’antracite rispetto a quella estera.

 

Gallery
La miniera di La Thuile è ubicata nelle vicinanze del paese omonimo e si trova ricompresa tra l’abitato, il Mont