La Thuile-Morgex



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Descrizione

La miniera di La Thuile è ubicata nelle vicinanze del paese omonimo e si trova ricompresa tra l’abitato, il Mont du Parc (1733 m), il Col de la Croix (2400 m), la Tete d’Arpy (2018 m) e il Monte Cormet (3024 m) e il Col Saint-Charles. L’attività estrattiva si svolse prevalentemente sul versante destro del vallone del Ruitor in una fascia che si sviluppa per circa due chilometri a partire dalla frazione di Villaret verso NNE (1485 m), nell’ambito della sezione denominata Terre Nere. Una seconda sezione della miniera, nota con il nome di Preylet, è posta tra La Thuile e il Mont Chaz-Duraz sul versante sinistro del vallone del Ruitor. Il materiale coltivato, già nella seconda metà del settecento, era antracite, un carbone fossile derivato dalla progressiva trasformazione di resti vegetali seppelliti da una coltre di sedimenti clastici. Il minerale estratto era utilizzato per fornire combustibile per la lavorazione dei metalli e per l’alimentazione dei forni da calce della Tarantasia.  

Dal 1926 al 1929 venne realizzato un vasto programma industriale per lo sfruttamento dell’antracite di La Thuile. Furono costruiti nuovi impianti di trasporto del minerale, un importante impianto di lavaggio e trattamento dell’antracite, nel Comune di Morgex, e realizzata la ferrovia da Aosta a Pré-St-Didier. La Thuile divenne così in breve tempo un importante polo minerario che arrivò ad impiegare circa 1500 tra operai e minatori. 

Durante gli anni della seconda guerra mondiale la produzione subì un considerevole aumento portando la produzione di carbone attorno alle 150.000 tonnellate l’anno con un picco di 200.000 tonnellate verso la fine del periodo bellico.

A partire dal 1951 l’attività cominciò a decrescere fino a ridursi a 20.000 tonnellate annue alla fine degli anni ’50. L’attività estrattiva fu arrestata nel 1965. 

L’interruzione dell’attività estrattiva è dovuta dai costi di estrazione di gran lunga superiori a quelli di altri giacimenti esteri, caratterizzati da grandi lenti carbonifere regolari, nonché della qualità inferiore dell’antracite rispetto a quella estera.

 

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